APVLVM (Acta Musei Apulensis), XXXVI, 1999, pp. 188-198.
ALUMNI: UN FORMULARIO DEDICATORIO?
In un nostro recente lavoro abbiamo dedicato un capitolo ai dati statistici e di merito relativi a titoli con dediche a/da alunni1. Due particolari iscrizioni dedicate ad alumni e contenenti quattro aggettivazioni ciascuna, impongono di dedicare ora la nostra attenzione a quest'ultimo particolare fenomeno, e ad estendere l'esame alle altre epigrafi (funerarie) di C.I.L. VI, pur se non dedicate ad alunni, contenenti aggettivazioni o apposizioni multiple.
Dulcissimi suavissimi alumni
Tra i titoli con dediche ad alunni sono notevoli le C.I.L., VI, 1758 e 29516. Nella prima (cippo marmoreo)2
D(is) {O} M(anibus) (sic!) |Plautio Gnatio | alumno dulcissimo | gratissimo | suavissimo | carissimo | Plautius filius | Iulianus v(ir) c(larissimus),
il dedicante si definisce filius, mentre il dedicatario è definito alumnus. La seconda recita:
D(is) M(anibus) | Volusiana | Corbulona | alumno dul|cissima c[as]|tissima sua|vissima cari|ssima filiola | b(ene) m(erenti):
anche qui abbiamo la filiola di un alumnus. La posizione del termine filius relativo al dedicante della 1758 e interposto tra il suo gentilizio ed il cognome risulta piuttosto strana e conseguentemente solleva dei quesiti sul suo reale significato. Dobbiamo escludere, per assenza di altri esempi (anche se non ci sembra inopportuno in tal senso segnalare, ad esempio, il cognome Fructus e il caso, peraltro raro, di Alumnus), un uso cognominale (il termine invero, come sopra detto, segue il gentilizio, ed una
1- N. G. Brancato, Una epigrafe inedita. Nuclei familiari e variazioni gentilizie nell'antica Roma, Roma 1999, pp. 115-123. 2- =31923. Che si tratti di un titolo onorario o sepolcrale (a causa del D O M) è ininfluente ai fini della nostra indagine; tuttavia lo riteniamo sepolcrale considerando la presenza dell'O una "stranezza" o un errore, e come tale è stato trattato nell'Op. cit., pp. 28 e 118, in ciò concordando con il C.I.L. che, appunto, pone un (sic!) alla prima riga, per due motivi: a) si tratta di un cippo; b) la formula dedicatoria è tipica delle iscrizioni sepolcrali.
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